#Ho piacere di raccontare in questo articolo la mia storia e il perché sono ricorsa a questa particolare tecnica.

Alla fine degli anni novanta mi rendevo conto che il tempo passava e i miei disturbi si sommavano. Non riuscivo più a capire se i dolori al collo, nel tratto delle vertebre cervicali, fossero più forti di quelli allo stomaco, a cui probabilmente mi ero abituata sin da bambina.

Spesso, quando la sveglia suonava, io ero incerta se prendere una pastiglia di un antidolorifico e andare a lavorare o se rimanere bloccata a casa e indagare ancora sulle cause dei miei fastidi.

Il tempo che ci lasciano a disposizione è pressoché nullo. Come dei robots, i nostri circuiti al mattino vengono attivati da un suono, che ci dà ordini ben precisi: “Alzati in piedi”, “provvedi ai tuoi fabbisogni corporali”, e “vai a produrre”.

Il tuo corpo è al pari di una macchina che deve rispondere a questi impulsi. Non è importante chiederti come stai, di cosa hai bisogno per stare bene.

L’energia che spendi per farti queste domande è energia sprecata che non viene utilizzata da nessuno.
Cosa ci rende dunque diversi dalle macchine?
Pensateci un attimo.
No, purtroppo la risposta non è positiva, non è quello che pensate, “noi abbiamo un cuore e dei sentimenti”, anche quelli vengono falsificati, non dall’uomo ma dalla macchina che alimentiamo. Siamo surrogati di noi stessi. Vorremmo vivere felici, nella natura ma non ci è possibile farlo. Gli impegni, il lavoro, la scuola sono tutte realtà in cui siamo incasellati. Cosa ci costringe a star qui lo sappiamo bene. Cosa ci impedisce di essere felici è questa struttura solida e apparentemente invalicabile.

Perché ho deciso di perseguire con questa tecnica che in passato mi ha salvata, lo dico letteralmente salvata, da morte sicura?

Ero stata salvata dall’autoipnosi spirituale, dopo “il diluvio universale”, che mi è cascato addosso, per dirla tutta io e mia figlia siamo state salvate. Ma cosa mi ha dato la costanza di continuare a praticare questa tecnica e anche di insegnarla? E’ stato il filo conduttore che tutto riunisce, la chiarezza con cui ho intrapreso la mia vita. Ho compreso che c’è un piano grande, al quale tutti rispondiamo e se non lo soddisfiamo ci ritroviamo qui, nella prossima vita, con gli stessi problemi.

Pratico da più di dieci anni l’autoipnosi, e sin da subito sono stata interessata a raccontare la mia favolosa esperienza agli amici in difficoltà, a spiegare loro la pratica. Con stupore mi accorgevo che l’interesse era quasi nullo. Imparare a canalizzare e a scrivere, per aver memoria di ciò che si apprende durante il percorso che si fa, era troppo impegnativo. Chiedevo di fare troppo.

Ho capito che chi è in difficoltà, anche gravi, come era successo a me, non poteva iniziare dall’inizio, aveva bisogno di un intervento immediato, giustamente. Il passaggio è stato molto semplice e nel tempo, insieme a Lodovica, la mia collega, abbiamo approfondito un metodo di ipnosi guidata, chiamato metodo Lumenas e di cui abbiamo depositato e registrato il marchio.

Il nostro metodo è semplice e veloce e non ha bisogno di alcun tipo di preparazione. In qualche seduta si comprende come muoversi e si lavora sui blocchi profondi che ostacolano la vita, per renderla libera dagli impedimenti in cui siamo stati incasellati.

La chiarezza arriva cammin facendo e la consapevolezza prende piede e conduce. Qui noi facciamo da maestre nell’accompagnare da chi, meglio di chiunque altro, è in grado di aiutarci: la nostra anima e le nostre Guide spirituali.

Diffido di chi con la mente mi dà consigli sulle scelte da fare nella mia vita e mi instrada verso visioni proprie, perché noi siamo grandi e guidati dalla nostra anima. Lei tutto sa. Siamo noi che dobbiamo imparare a contattarla e ascoltarla con il cuore. È in quel percorso che ci riconosciamo, che ci ritroviamo e che sollecitiamo la felicità e la riuscita.

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